Sessione informativa su la Pontificia Università della Santa Croce e l'Opus Dei


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Mercoledì 28 novembre (ore 10:45, Aula Magna Giovanni Paolo II) si è svolta la Sessione informativa su La Pontificia Università della Santa Croce e l'Opus Dei.

Cronaca

Dopo la proiezione del filmato Incontri con S. Josemaría Escrivá: Caracas (Venezuela), 11 febbraio 1975, è intervenuto il Rev. Prof. Carlos Errázuriz su L'Opus Dei: carisma e istituzione. 

Programma

Mercoledì 28 novembre ha avuto luogo l'ormai consueta Sessione informativa rivolta agli studenti della Santa Croce per conoscere più da vicino le caratteristiche proprie della Prelatura Personale della Santa Croce e Opus Dei, promotrice dell'Università.

Ad introdurre i lavori è stato il Prof. Norberto González Gaitano, Vicerettore per la Comunicazione, che ha sintetizzato brevemente l'intento della Sessione, attingendo anche dalle storie personali di due alumni dell'Università, non appartenenti all'Opus Dei, indicative della necessità di una simile iniziativa.

Successivamente, è stato proiettato il video dell'incontro di San Josemaría Escrivá, fondatore dell'Opus Dei ed ispiratore della Santa Croce, avvenuto l'11 febbraio 1975 a Caracas, in Venezuela, davanti ad una folla di fedeli dell'Opera, cooperatori e loro amici. In quella occasione, come in tantissime altre lungo gli anni della sua predicazione, San Josemaría rispondeva con stile familiare, semplice e diretto, alle domande che gli venivano poste, dando vita a dialoghi dal contenuto profondamente sacerdotale sui diversi temi della vita cristiana, e lasciando comprendere la sua personalità e il suo messaggio spirituale.

La Sessione si è conclusa con l'intervento del Rev. Prof. Carlos Errázuriz, della Facoltà di Diritto Canonico, su L'Opus Dei: carisma e istituzione.
Il docente ha elencato innanzitutto i quattro aspetti che caratterizzano il carisma dell'Opus Dei, e cioè: "la percezione della vocazione universale alla santità quale vocazione e possibilità concreta che si estende non solo a sacerdoti e religiosi ma anche a tutti i laici"; "la percezione della vocazione universale all'apostolato, con il senso di partecipazione all'unica missione di Cristo e della Chiesa, ciascuno secondo la propria situazione nella Chiesa e nel mondo"; "la coscienza della possibilità di santificarsi e di essere apostoli in mezzo al mondo, nel proprio posto, anzitutto nel proprio lavoro professionale e poi in tutte le realtà umane ordinarie, tra cui occupa un posto di rilievo la famiglia"; "il rapporto personale con Dio, mettendo l'accento sulla filiazione divina di Cristo, avvertendo la necessità di porre l'Eucaristia al centro della propria concreta esistenza, esercitandosi continuamente nella preghiera e avendo un'intensa formazione permanente".

Quanto all'istituzione (prelatura personale), "profondamente unita al carisma", tra i tratti essenziali di questa "famiglia, che partecipa all'essere famiglia della Chiesa", il prof. Errázuriz ha ricordato l’aspetto "esclusivamente ecclesiale, non invece temporale", promuovendo un'attività "d'indole formativa e sacramentale" lasciando ai fedeli "la libertà nel temporale". La maggior parte dei fedeli sono laici, uomini e donne, celibi e sposati e di ogni condizione sociale ed economica, e partecipano "attivamente alla vita dell'istituzione, con compiti formativi e di collaborazione nel governo". Ci sono poi i sacerdoti secolari, che provengono dai fedeli laici della stessa prelatura, e tra tutti "c'è un'uguaglianza fondamentale sul piano del battesimo e della vocazione all'Opera", e un rapporto di "cooperazione organica, essenziale per comprendere la missione della prelatura con i propri fedeli e con quanti vogliano prendere parte alle sue attività". Infine, l'Opus Dei è un’istituzione in cui "l'appartenenza non fa mutare la situazione del fedele nel mondo né rispetto alle istituzioni ecclesiali della pastorale ordinaria".

Mentre la Pontificia Università della Santa Croce - ha aggiunto il prof. Erráruriz - "è una comunità accademica intimamente legata al carisma e all'istituzione dell'Opus Dei". È ovvio, però, "che si deve distinguere tra l'Opus Dei e l'Università; basta considerare che la maggioranza degli studenti e del personale amministrativo non è della prelatura". In ogni caso, "a partire dalla convenienza di un'Università in cui studino i propri membri, specialmente i futuri sacerdoti, l'Opus Dei offre un servizio alla Chiesa che consente a molti altri di servirsene e anche di conoscere il carisma". E ancora: "non è certamente un'iniziativa apostolica tipica legata all'Opus Dei, perché non si pone nell'ambito civile, bensì in quello ecclesiale; ma è una iniziativa che nella sua peculiarità rientra appieno nello scopo del carisma, il quale ha una grande rilevanza intraecclesiale". D'altra parte, ha concluso, "il legame con l'Opus Dei garantisce e promuove l'identità cattolica di quest'istituzione universitaria, tende ad assicurare la sua comunione vitale con la Chiesa, con il Santo Padre e con i Vescovi, ed offre assistenza pastorale a coloro che lo vogliono, nel rispetto della libertà di tutti quelli che lavorano qui".

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