Seminario per professori su "Evangelii gaudium e lavoro universitario"


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In che modo la Evangelii gaudium, la prima esortazione apostolica di Papa Francesco, interpella la comunità accademica e la ricerca universitaria? La domanda è stata al centro del Seminario per professori che si è svolto giovedì 15 maggio 2014 con la partecipazione di docenti di tutte le facoltà e dell'Istituto di Scienze Religiose. Dagli interventi e dal dibattito sono emersi spunti utili per il lavoro docente e di ricerca in campo teologico, filosofico, canonistico e di comunicazione.

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Uno degli ambiti sui quali si è riflettuto è stato quello della teologia pastorale, affrontato dal professore Álvaro Granados, il quale ha evidenziato alcuni punti della Evangelii gaudium: si tratta di un documento che porta "una ventata di novità", in particolare quando affronta la tematica del "dinamismo d'uscita", ossia di una Chiesa che esce e va all'incontro dell'uomo - ha affermato Granados.

Sempre sul piano della pastorale, il prof. Granados ha evidenziato tre aspetti che secondo lui emergono dal documento: una proposta "più popolare", che guarda cioè all'uomo concreto, e "lo ama così come è"; una pastorale "più essenziale", che mette al centro l'annuncio dell'incontro di ogni persona con Cristo; e "più snella", privilegiando ciò che è veramente prioritario. Ciò si può applicare anche al lavoro universitario, rendendolo quindi più attento all'uomo concreto e ai segni dei tempi e producendo per esempio una teologia "più divulgativa" in senso alto, che sa conoscere il cuore del proprio tempo e mette "rimedio al mancato contatto con Cristo", con quella libertà di spirito per "dedicarsi con meno interesse alle cose secondarie".

La professoressa Maria del Pilar Río si è soffermata sulla valenza dell'Esortazione dal punto di vista dell'Ecclesiologia, mostrando come la proposta del Papa sia fortemente ancorata ai documenti conciliari, in particolare alla Lumen Gentium, alla precedente Esortazione sull'evangelizzazione di Paolo VI e all'esperienza pastorale dell'allora Cardinale Bergoglio. Ciò che emerge con chiarezza dal documento è che la "missione fa parte della vocazione di ogni cristiano", per cui nella Chiesa, natura (comunione) e finalità (missione), sono due elementi inseparabili.

Ciò vale anche per l'impegno universitario, che deve essere impregnato di "spirito evangelizzatore", orientato a formare "discepoli missionari consapevoli e riflessivi", quindi preparati anche intellettualmente. Un aspetto, questo, che Papa Francesco riporta nel numero 133 della Evangelii gaudium. Secondo la professoressa Río è anche necessario dare la giusta importanza agli "atteggiamenti", e cioè proporsi nel proprio lavoro di insegnamento con "entusiasmo, vicinanza, affetto ed esempio".

Il prof. Martin Schlag ha infine offerto alcuni elementi di riflessione sull'impatto del Documento da un punto di vista della Dottrina Sociale della Chiesa, precisando, però, come il Papa stesso afferma al numero 184, che non si tratta affatto di un documento sociale. Sicuramente è un grande "grido profetico", che mette in evidenza un malfunzionamento a livello globale a cui va trovata una soluzione. Originale è anche il tono e il linguaggio usato nell'Esortazione quando si parla di materie anche tecniche, come ad esempio la finanza o l'economia.

In sostanza, per il prof. Schlag, sono 9 i principi che da un punto di vista sociale Papa Francesco riporta nella Evangelii gaudium, e cioè che "la fede ha una dimensione sociale", "i poveri vanno inclusi nell'economia", "giustizia ed equità sono necessari per l'economia", "libero mercato", "la corruzione distrugge l'economia", "la concorrenza va ripensata partendo dalla carità cristiana", "la finanza deve servire l'economia". A ciò si aggiunge la consapevolezza che "l'usura esiste" e che è necessario "liberarsi dall'idolatria del denaro".

In conclusione, il prof. Luis Romera, Rettore dell'Università, ha sottolineato come la Evangelii gaudium è una esortazione "che non lascia indifferenti" e ha invitato ad attingere dalla stessa per approfondirne la ricaduta nel lavoro accademico.